Il nostro pensiero

 

Il CFA riconosce la famiglia come una realtà specifica, originale e non sostituibile.

Intesa in questo modo la famiglia affidataria è un "partner" che partecipa attivamente alla definizione e alla costruzione di un progetto. Nel progetto di affido la famiglia affidataria mette in gioco proprie specifiche competenze educative e relazionali che derivano dall’esperienza del "familiare".

La famiglia infatti è luogo di rapporti e legami costitutivi delle persone che ne fanno parte, luogo di generazione di educazione di accoglienza che permette ad ogni bambino di esistere, di essere un individuo unico, irripetibile e consapevole.

Le forme di accoglienza che le famiglie mettono a disposizione sono:

  • Affido a tempo pieno di bambini e adolescenti
  • Affido diurno
  • Appoggi estivi, nei week end o nelle festività
  • Pronto intervento per piccolissimi 0-3 anni.

L’affido dei minori non può prescindere dalla conoscenza delle differenze. A partire da questa idea, concepiamo l’affido omoculturale come una scelta possibile, in fase di abbinamento, là dove l’aspetto culturale è una variabile da considerare.

Crediamo che l’affido omoculturale possa essere uno strumento teso a salvaguardare le origini e una risorsa per il minore nel complesso processo di costruzione dell’identità.

L’inclusione delle famiglie migranti nei progetti di accoglienza dei minori provenienti dagli stessi paesi, può portare alla creazione di gruppi misti di famiglie di nuovi e vecchi cittadini, dove la mescolanza di provenienze, di culture, di appartenenze, costituisce una ricchezza importante per conoscere e affrontare le tematiche legate alla gestione del quotidiano nell’esperienza dell’affido.

Il ruolo che svolge il coordinamento nei confronti delle famiglie affidatarie è quello di porre in risalto l’essere soggetti attivi, insieme agli altri partner, nel percorso dell’affido. Pertanto le famiglie che vivono lo stesso territorio, siano esse native o migranti, possono condividere e costruire uno stesso progetto favorendo e promuovendo una cittadinanza di fatto.

 

Ogni famiglia fa parte di una rete di famiglie

L’esperienza dell’affido non può essere sostenuta nella solitudine della singola famiglia, per questo motivo il CFA ha costruito la realtà delle reti di famiglie quale forma ed espressione di cittadinanza attiva protagonista della vita sociale, capace di esprimere e sostenere la cultura dell’accoglienza e delle diverse forme di affido.

Nell’esperienza specifica di ogni Associazione il CFA cerca di sviluppare la realtà della rete quale forma di sussidiarietà orizzontale che si esprime attraverso il confronto, il “sentirsi accolti”, il “poter condividere esperienze positive e fatiche”. Tutto ciò rende umani i luoghi dell’abitare, sostiene le fragilità e aumenta le potenzialità.

 

La partnership con il Servizio Pubblico

Riconoscendo al Servizio Pubblico la titolarità del progetto di affido il CFA si pone come partner nella realizzazione dello stesso.

Obiettivi fondamentali della collaborazione con il Servizio Pubblico sono:

  1. sostenere e condividere la responsabilità dell’accoglienza;
  2. favorire e facilitare il rapporto tra i soggetti integrando i diversi punti di vista e le rispettive modalità di lavoro;
  3. Costruire percorsi di affido in cui la famiglia assume un ruolo attivo, partecipativo e responsabile.

 

La promozione e la  formazione

Queste attività si attuano attraverso il promuovere, sostenere, incrementare la cultura dell’accoglienza e delle diverse forme di affido (affido diurno, di fine settimana, periodico, a tempo pieno, sine die…).

Oltre a trasmettere contenuti informativi specifici la formazione ha l’obiettivo di promuovere l’appartenenza all’Associazione creando un clima accogliente a garanzia di una libera condivisione.